Appunti gramsciani (2)

A. Gramsci

“La collettività deve essere intesa come prodotto di una elaborazione di volontà e pensiero collettivo raggiunto attraverso lo sforzo individuale concreto, e non per un processo fatale estraneo ai singoli: quindi obbligo della disciplina interiore e non solo di quella esterna e meccanica. Se ci devono essere polemiche e scissioni, non bisogna avere paura di affrontarle e superarle: esse sono inevitabili in questi processi di sviluppo ed evitarle significa solo rimandarle a quando saranno precisamente pericolose o addirittura catastrofiche, ecc.”

Antonio Gramsci, Quaderni del carcere

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Suggestioni per la riflessione (3)

"Il pensatore" di Rodin

Noi, folli estremisti

“Mi hanno chiamato folle; ma non è ancora chiaro se la follia sia o meno il grado più elevato dell’intelletto, se la maggior parte di ciò che è glorioso, se tutto ciò che è profondo non nasca da una malattia della mente, da stati di esaltazione della mente a spese dell’intelletto in generale”

Nietzsche, da Eleonora, 1841

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Appunti gramsciani (1)

Manifestazione per la liberazione di A. Gramsci e foto della moglie.

[Giornalismo integrale] Il tipo di giornalismo che si considera in queste note è quello che si potrebbe chiamare “integrale” (nel senso che acquisterà significato sempre più chiaro nel corso delle note stesse), cioè quello che non solo intende soddisfare tutti i bisogni (di una certa categoria) del suo pubblico, ma intende di creare e sviluppare questi bisogni e quindi di suscitare, in un certo senso, il suo pubblico e di estenderne progressivamente l’area. Se si esaminano tutte le forme di giornalismo e di attività pubblicistica-editoriale in genere esistenti, si vede che ognuna di esse presuppone altre forze da integrare o alle quali coordinarsi “meccanicamente”. Per svolgere criticamente l’argomento e studiarne tutti i lati, pare più opportuno (ai fini metodologici e didattici) presupporre un’altra situazione: che esisteva, come punto di partenza, un aggruppamento culturale (in senso lato) più o meno omogeneo, di un certo tipo, di un certo livello e specialmente con un certo orientamento generale e che su tale aggruppamento si voglia far leva per costruire un edificio culturale completo, autarchico, cominciando addirittura dalla lingua, cioè dal mezzo di espressione e di contatto reciproco. Tutto l’edifizio dovrebbe essere costruito secondo principi “razionali”, cioè funzionali, in quanto si hanno determinate premesse e di vogliono raggiungere determinate conseguenze. […]

Antonio Gramsci, Quaderni del carcere

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Sulla verità

Il dott. Fabrizio Salvi ricorda ai suoi sostenitori:

“La verità passa per tre gradini:

prima viene derisa e ridicolizzata,

poi viene ferocemente contrastata,

infine viene accettata come palese Ovvietà.”

Arthur Schopenhauer

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