Traduzione a cura di Matteo Pisanu e Stefania Calledda – Movimento CCSVI Sardegna
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Lettera aperta agli autori di Chronic Celebrospinal venous insufficiency and multiple sclerosis (Khan et al, 2010, Annals of Neurology)
di Ashton Embry, Direct-MS
Premessa: una settimana fa è stato reso disponibile online nel sito web di Annals of Neurology un articolo, “Point of view”, su CCSVI e SM. Questo è stato scritto da undici autori, insieme neurologi e radiologi. Come noto, sette degli undici autori, in cui i primi quattro sono coloro che principalmente hanno condotto la realizzazione dell’articolo, evidenziano significativi interessi finanziari con le aziende farmaceutiche che producono farmaci per la SM (come riportato in modo chiaro nella stessa appendice).
Nel loro articolo, gli autori hanno discusso dei lavori pubblicati dal prof. Zamboni sulla CCSVI e concludono che questi dovrebbero essere considerati “preliminari”. Da quanto è di mia conoscenza, nessuno ha mai pensato che fosse altrimenti. La maggior parte dell’articolo consiste in punti e argomenti che suggeriscono che non è ragionevole considerare la CCSVI come la principale causa del processo patologico della SM. Tale discussione ha un certo valore, anche se devo sottolineare che sono pochi coloro che definiscono la CCSVI quale principale elemento che conduce alla SM. Zamboni è stato molto chiaro su questo, ha detto che la CCSVI può essere semplicemente un potenziale fattore di rischio, insorgenza e progressione della SM. Così, secondo il loro “Point of view”, gli autori, dalla loro prospettiva, costruiscono argomentazioni fallaci, concentrandosi su questo aspetto, e spendono la maggior parte dell’articolo smontando la tesi di Zamboni. Nel complesso, grossa parte delle loro argomentazioni si convogliano sulla critica della CCSVI come causa principale della SM, piuttosto la SM viene vista come una malattia autoimmune, comunque esacerbata dalla presenza della CCSVI.
L’unica parte veramente offensiva di tale articolo, è stato il tentativo degli autori di razionalizzare l’egoistico desiderio secondo cui nessuna persona affetta da SM dovrebbe essere sottoposta a test per la CCSVI. Questi hanno enfatizzato la rarissima evenienza che si verifichi un evento avverso grave, associato al trattamento endovascolare, ma viene totalmente trascurato il rischio che deriverebbe dal non essere trattati e testati per la CCSVI. Questa razionalizzazione unilaterale perde di valore, si annulla, da quello che è un palese conflitto di interessi della maggior parte degli autori, per il quale le loro argomentazioni non possono essere prese seriamente.
Di seguito, trovate la lettera aperta agli autori.


