Archive for marzo, 2010

CCSVI e SM: il Movimento risponde

Intervento della dottoressa Zipoli alla discussione del gruppo CCSVI nella Sclerosi Multipla


“Ciao a tutti, sono Valentina Zipoli, neurologa di Firenze che da quasi 10 anni (ne ho 37) si occupa di SM. Leggo con attenzione i vostri post e vorrei cercare di spiegarvi perchè la tanto bistrattata comunità scientifica ha invitato alla cautela sull’argomento Ccsvi.

Comincio con il raccontarvi brevemente come i farmaci che molti di voi assumono sono stati messi in commercio. Quando viene scoperta una nuova farmaco passano circa dieci anni prima che sia disponibile per tutti. In una prima fase si verifica che sia efficace nei modelli animali di malattia , poi si verifica il profilo di sicurezza in in piccolo numero di persone sane, poi si svolgono studi su gruppi sempre più ampi di pazienti per confermare l´efficacia e per valutare la comparsa di effetti Collaterali non comuni. Solo quando la valutazione del rapporto Rischio/beneficio é chiara il farmaco viene registrato e messo in commercio. Il tutto avviene sotto ll controllo delle autorità regolatorie FDA americana EMEA europea e AIFA italiana. e se anche se la frase “the time is brain” é vera, non possiamo rischiare di sottoporre a rischi gravi i pazienti di una malattia che non è mortale. Continua a leggere…

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Il vento che cambia

“Alcuni vedono le cose come sono e dicono perché?

Io sogno cose non ancora esistite e chiedo perché no?”

George Bernard Shaw, da Torniamo a Matusalemme

Locandina, prossimo incontro del prof. Zamboni con i pazienti

Ogni settimana, ogni mese che passa, la CCSVI si attesta sempre di più come indiscutibile evidenza scientifica e con essa si è ormai individuata chiaramente una connessione innegabile con la sclerosi multipla. Oggi il vento sta cambiando.

Quando la chirurgia e la radiologia interventista entrerà prepotentemente nei Centri per la cura e la diagnosi della Sclerosi Multipla di tutto il mondo, quando la CCSVI sarà nominata accanto alla SM come fossero un binomio inscindibile, saranno tanti gli opportunisti e gli arrivisti che saliranno sul carro del vincitore, brandendo la spada dei paladini del “lo sapevano”, “c’eravamo”.

Ma noi ci ricorderemo le ambiguità, o il diretto ostruzionismo persino, della neurologia. Noi ci ricorderemo i nomi e le facce di chi ha stigmatizzato e sminuito il lavoro di chi ci ha creduto veramente, e ricorderemo il doppio gioco e le falsità, il terrorismo e la cautela ad intermittenza.

Noi ci ricorderemo chi ci ha preso per pazzi, per sempliciotti, per scemi, noi sì, ci ricorderemo chi c’era e chi non c’era, in prima linea, a prendersi le antipatie e gli attacchi vergognosi e meschini da coloro a cui avevamo dato fiducia. Noi rideremo di voi, che sventolerete la bandiera della vittoria senza aver combattuto, rideremo. Continua a leggere…

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Nasce il “Centro di Malattie Vascolari” del prof. Zamboni

Presentato in Rettorato il Centro di Malattie Vascolari – 26 marzo

Foto dell'incontro in Rettorato a Ferrara

E’ stato presentato questa mattina, venerdì 26 marzo, alle ore 11 nella cornice dell’Aula Magna di Palazzo Renata di Francia, sede del Rettorato dell’Università di Ferrara, (via Savonarola, 9), il Centro di Ricerca Interdipartimentale “Centro Malattie Vascolari” diretto dal Prof. Paolo Zamboni.

L’incontro è stato anche occasione per sottolineare gli importanti risultati scaturiti dalla collaborazione tra l’Ateneo di Ferrara e la Fondazione Hilarescere.

Il “Centro Malattie Vascolari” rappresenta un tassello importante per lo sviluppo della ricerca, diagnosi e cura della insufficienza venosa cerebro-spinale cronica, CCSVI, frutto della collaborazione tra il Prof. Paolo Zamboni e il Dott. Fabrizio Salvi che, alla Consensus Conference UIP 50 del settembre 2009 a Montecarlo, è stata inserita all’unanimità dagli esperti di malformazioni vascolari di 47 paesi approvandone la diagnosi e la terapia.

All’iniziativa hanno partecipato Patrizio Bianchi, Rettore dell’Università di Ferrara, Fabio Roversi Monaco, Presidente della Fondazione Hilarescere e il Prof. Paolo Zamboni.

“Il Centro Malattie Vascolari – afferma il Rettore Bianchi – è stato fortemente voluto dalla nostra Università, un’Università dove la ricerca costituisce l’anima di tutte le nostre attività. Il Centro svolgerà attività di ricerca, di prevenzione, di educazione sanitaria, diagnosi e terapia del sistema vascolare periferico”.

“Desidero ringraziare pubblicamente in questa occasione – prosegue il Rettore – il dottor Augusto Zeppi che, da malato di Sclerosi Multipla si è affidato alla sperimentazione offerta dalla nostra Università. I risultati conseguiti, da un lato lo hanno spinto a finanziare la stessa personalmente e dall’altra a fondare, insieme al prof. Zamboni, al dott. Salvi ed al centrale impegno della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, Hilarescere. Ringrazio il Presidente delle due Fondazioni, Fabio Roversi Monaco, per la collaborazione, l’impegno e il sostegno forniti in questi due anni. Sono sicuro che su tali basi nasceranno nuovi ulteriori importanti risultati”.

“La Fondazione Hilarescere – chiosa Bianchi – ha finanziato la ricerca in collaborazione con l’Università di New York, dipartimento di neuroimmagini di Buffalo, dai cui promettenti esiti, insieme a tutte le pubblicazioni prodotte del team italiano di assoluto valore internazionale, è nata questa struttura, che è sostenuta istituzionalmente dalla Regione Emilia Romagna per quanto concerne il programma di CCSVI e le relative implicazioni in altre patologie”. Continua a leggere…

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CCSVI su Telestense

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Rincorrendo il futuro

A lungo

ho sospirato il futuro,

sanguinando la mia disperazione,

pareva essersi perso, ad un tratto,

ed io mi rassegnavo,

indolente.

Oggi lo rincorro

perché so

che non è poi così lontano.

Stefania Calledda, 17 marzo 2010

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Cagliari: ricercatori in rivolta

Università, a Cagliari scoppia la rivolta dei ricercatori: “Non insegneremo più”

È una sorta di sciopero “bianco” della cattedra: i ricercatori contestano la riforma, penalizzati dalla mancanza di concorsi e prospettive.

Scoppia anche a Cagliari la rivolta dei ricercatori, la parte più attiva e più giovane dell’Università. «Specie in via di estinzione», è la sentenza che pende sulla loro testa da quando il Governo ha fatto conoscere i suoi progetti di riforma. Di qui la clamorosa protesta: niente più lezioni, dal prossimo anno accademico i ricercatori non insegneranno più. Si dedicheranno solo all’attività di ricerca per cui sono pagati e saranno valutati.

LA CONSEGUENZA A rischio le immatricolazioni 2010-2011: è una conseguenza della paralisi della didattica universitaria visto che, senza l’apporto dei ricercatori (di ruolo sono 123), moltissimi corsi di laurea non potranno essere attivati. I consigli di facoltà, riuniti in questi giorni per programmare l’offerta formativa del prossimo anno, se ne stanno rendendo conto: l’astensione in massa dall’insegnamento (le domande scadono questo mese) provocherà la cancellazione di numerosi corsi. Un’idea del caos che verrà se la son già fatti a Scienze della formazione dove il consiglio di facoltà, riunitosi l’altro ieri, ha deliberato all’unanimità di non votare su questo punto (lasciando in stand-by i 4 corsi) e di incaricare il preside di farsi portavoce presso il rettore del disagio della categoria, chiedendo «reali modifiche nei punti più cruciali e nevralgici» del disegno di legge Gelmini.

DISEGNO DI LEGGE Al centro della protesta la politica dei tagli di fondi all’Università e, in particolare, la riforma – presto in Parlamento – che sancisce «la definitiva messa ad esaurimento della figura del ricercatore a tempo indeterminato», sostituita dal ricercatore a tempo, con contratti di tre anni rinnovabili per altri tre. A essere penalizzati saranno sia i precari, che dopo aver dato tanto all’Università si ritroveranno senza prospettive, sia i ricercatori in ruolo, che da anni aspettano i concorsi (non ci sono soldi) per diventare associati. «Si annulla qualunque reale prospettiva di carriera – spiega Paola Devoto, ricercatrice a Neuroscienze, insegnante nella scuola di specializzazione in Farmacologia – finora abbiamo coperto con attività di volontariato le inefficienze del sistema, assumendo i compiti tipici dei professori per ovviare alla carenza di finanziamenti. Eppure il Governo umilia proprio noi, demotivandoci». La protesta potrebbe rientrare solo se il Governo tornerà sui suoi passi. «Chiediamo al ministero di destinare fondi ai concorsi, in modo che i ricercatori meritevoli possano proseguire nella naturale carriera diventando associati, e al rettore di portare le nostre istanze alla Crui».

CARLA RAGGIO

Giovedì 11 marzo 2010 L’unione Sarda

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Sclerosi Multipla: la Rivoluzione copernicana

Pubblicato su Report On Line

La sclerosi multipla è una malattia del sistema nervoso, progressivamente invalidante; fino ad oggi è stata considerata una patologia di origine autoimmune, preso atto che le lesioni tipiche di essa sono causate da una reazione del sistema immunitario, che, appunto, attacca il proprio organismo, nello specifico, la guaina mielinica che riveste gli assoni neuronali, con conseguenze drammatiche per il soggetto ammalato: progressiva perdita delle funzioni motorie, urinarie, percettive e cognitive ecc. Si tratta di una malattia di cui le cause restano ancora sconosciute e al vaglio dei numerosi studi della comunità scientifica internazionale; si tratterebbe di una patologia multifattoriale, dove sembrerebbero agire fattori genetici, di cui si individuano una pluralità di geni coinvolti, e fattori ambientali ancora sconosciuti.

Si tratta comunque di una malattia cronica dal lungo corso, le aspettative di vita di tali soggetti non differiscono dalla media comune, ma chiaramente influisce pesantemente sulle prospettive e sulla qualità di vita delle persone che ne sono affette.

Nel mondo della sclerosi multipla, le possibilità terapeutiche sono riconducibili a due aspetti principali: da una parte il cortisone, nelle sue varianti, rappresenta un valido aiuto nelle fasi di ricaduta, quando cioè lo stato infiammatorio è in atto, provocando seri disturbi ai pazienti; dall’altra, i farmaci a disposizione agiscono direttamente sul sistema immunitario, nel tentativo di prevenire la prima fase descritta. Avremo quindi farmaci cosiddetti immunomodulatori e immunosoppressori. Non è difficile capire che siamo di fronte a ritrovati della scienza dall’indubbio effetto devastante per qualsiasi organismo: assistiamo, in questo campo, a farmaci sempre più efficaci, ovvero più aggressivi, ma al contempo anche più rischiosi per il soggetto che li assume, nel senso che sono portatori di una sempre più alta tossicità insita.

La lunga strada verso un miglioramento reale delle condizioni di questi pazienti è ancora tutta da percorrere, e sono molte di più le incognite che le certezze per molte famiglie che devono sostenere l’impotenza della Medicina, di fronte ad uno Stato sempre più latitante in termini di assistenza. Continua a leggere…

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CCSVI al Tg3

Servizio andato in onda al TG3 del 03/03/2010 Edizione delle 12:00

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CCSVI a Medicina 33

Luciano Onder non ci ha traditi: (Rai 2 – Medicina 33 – martedì, 2 marzo 2010)

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