Archive for ottobre, 2009

Per il lavoro

Il quarto Stato: famosa opera di Giuseppe Pellizza da Volpedo

"Il quarto Stato": famosa opera di Giuseppe Pellizza da Volpedo

In questo Paese l’ovvio diventa straordinario.

Uscire dalla crisi non significa certo un punto in più del PIL, o un temporaneo buon andamento della Borsa, né tantomeno possiamo rifare l’errore di affidarci all’alta Finanza, che gioca con i soldi facili delle speculazioni.

Ciò che è mancato in questi anni è una politica seria per il lavoro: la produzione, lo sviluppo tecnologico e il progresso sociale, attraverso un miglioramento del tenore di vita delle classi subalterne ed in modo particolare un investimento serio sul lavoro dipendente, oltre che sulla piccola e media impresa, che di fronte alla crisi industriale, può ancora reggere il colpo, se solo legislazione e ricerca fossero a loro vantaggio. Continua a leggere…

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Vorrei un po’ di normalità…

Intervista a Piero Marrazzo. “In questa storia ne esco a pezzi, maciullato”

“Non ne ho parlato subito con i magistrati per paura e vergogna”

“Ho sbagliato, dovevo denunciare, ma l’incursione nella vita è un incubo”

“C’era stato un impegno fra uomini delle istituzioni a rispettare il segreto istruttorio. Io l’ho fatto, altri invece hanno violato il patto d’onore”

di GIUSEPPE CERASA

Piero Marrazzo

Piero Marrazzo

ROMA – “Vuol sapere se ho sbagliato? Vuole che lo ripeta, tre, quattro, cento volte? Sì, ho sbagliato. In questa storia ne esco a pezzi, maciullato, messo alla gogna, per colpa di chi si è infilato nella mia vita privata in una mattina di luglio. Un incubo, lo ricordo come un incubo. Sono entrati in quella stanza, hanno detto di essere delle forze dell’ordine, hanno rovistato nel mio portafoglio, hanno preso dei soldi. Per evitare il peggio ho staccato tre assegni. Tutto si è svolto in pochi minuti, nessuno di loro ha mostrato tesserini né dei carabinieri né della polizia, quelle facce, quei movimenti rapidi, quel terrore, quel senso di angoscia…”. Continua a leggere…

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Bozza di lettera da spedire al proprio neurologo

Quella che segue è la proposta di Alessandro Rasman.

Alessandro Rasman

Alessandro Rasman

Ciao a tutti,

con l’avvio delle sperimentazioni anche negli Usa grazie al Dr. Zivadinov (specializzatosi a Trieste) credo sia ora fondamentale avviare al più presto il protocollo ideato dal prof. Zamboni anche in altri ospedali visto che a breve verranno organizzati dalla Fondazione Hilarescere dei corsi di formazione per medici e vista l’enorme lista d’attesa che si sta creando a Ferrara e Bologna.

Propongo pertanto a tutti coloro che hanno già avuto contatti informali col proprio neurologo senza ottenere una risposta certa l’invio di una email cortese ma più formale.

Se vi interessa, ho predisposto una bozza di testo riportata qui sotto.

Cercate poi di reperire l’indirizzo email del vostro neurologo o del centro Sm in cui lavora (di solito lo trovate nel referto che vi rilascia dopo la visita).

Alessandro Rasman Continua a leggere…

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Rosso Malpelo

Poesia inserita nella raccolta de “Artisti uniti per Rosso Malpelo”, contro la piaga del lavoro minorile.

Foto depoca

Foto d'epoca

In te

freme l’avvenire,

cucciolo d’uomo,

frutto acerbo dei tempi moderni:

basterebbe il tuo dolore

come miccia della lotta,

tu che sanguini

l’ignominia e la condanna

della Storia.

Stefania Calledda, marzo 2009

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Ne sentivamo il bisogno…

Torna il cemento sulle coste sarde

Il consiglio regionale annulla i vincoli: si potrà edificare a meno di 300 metri dal mare. Sì all’ampliamento fino al 25% di ville e alberghi, non sarà risparmiata nemmeno la costa

di PIERGIORGIO PINNA

CAGLIARI – Via libera a nuove colate di cemento sui litorali sardi. Sotto attacco la fascia di 300 metri dal mare. Almeno per possibili ampliamenti di alberghi, residence e strutture turistiche (sino al 25% delle volumetrie esistenti). Secondo il centrosinistra e gli ambientalisti, l’inversione di tendenza rappresenta un primo, durissimo colpo alla legge salvacoste varata nel 2004 dall’ex governatore Renato Soru. A dare il disco verde è stato il consiglio regionale. Il testo sull’edilizia, che in qualche misura comincia ad attuare il piano casa nazionale su scala isolana, è stato approvato ieri mattina: 39 i favorevoli, 20 i contrari, 1 astenuto. Ha votato sì l’intero schieramento di centrodestra che sostiene il presidente, Ugo Cappellacci, a suo tempo fortemente voluto da Silvio Berlusconi come candidato alla guida della giunta sarda. Continua a leggere…

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Suggestioni per la riflessione (1)

Patch Adams

Patch Adams

“Quando curi una persona, puoi vincere o perdere, quando ti prendi cura di una persona, puoi solo vincere.”

Patch Adams

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Il teatro come terapia

Quando ho cominciato a studiare l’approccio giusto alla lettura e alla dizione, con il mio maestro accanto che demoliva le mie certezze di chi scrive, per aggiungere le trame di chi legge, sradicando pian piano la mia rettitudine nella punteggiatura e nella grammatica, lasciando apparire nuove pause e nuovi sensi, mi resi conto che non mi sarei imbattuta soltanto in regole ed esercizi.

Senio Giovanni Barbaro Dattena, attore, regista, drammaturgo.

Senio Giovanni Barbaro Dattena, attore, regista, drammaturgo.

Questo almeno è l’approccio di Senio, il mio maestro, attore, regista e drammaturgo, che la sua arte la concepisce in profondità, e fin da subito mi resi conto che la lezione di lettura poteva essere confusa con una seduta psicanalitica.

Poiché è anche nel mio modo d’intendere le cose, mi pareva il metodo più giusto ed efficace. Fu divertente scoprire la miriade di suoni mai da me espressi, che la lingua italiana in sé porta, o ancora come da barbaricina abbia un’articolazione chiusa, contratta, povera. Per non parlare dei difetti di pronuncia, dell’eccessiva enfasi in certi modi di raccontare, allungando vocali e soffocando in gola le parole. Continua a leggere…

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La fatica

Quando si dice stanchezza...

Quando si dice stanchezza...

La mia angoscia ha un nome: fatica.

La fatica, per ogni malato di sclerosi multipla, non è una parentesi nella giornata, un temporaneo stato di cose che una buona dormita o un po’ di svago metteranno al suo posto. È una costante, un’ombra che pesa e macera la volontà e la inebetisce, corrodendoti.

Non è solo fatica fisica, che pure c’è ed è la prima causa di questo malessere; in effetti l’astenia fisiologica richiama una fatica di vivere: tutto appare più difficile, più pesante, più faticoso appunto, perché il tuo corpo non ti sostiene, le energie non ti sostengono, e la sensazione finale è un gran senso di solitudine, perché per quanto ti si aiuti, la fatica non cessa mai ed allora ti sembra di affrontare tutto da sola.

È proprio questa solitudine, più esistenziale che reale, la solitudine della malattia appunto, che rende tutto più doloroso e ti prostra ulteriormente. Continua a leggere…

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