In questo Paese l’ovvio diventa straordinario.
Uscire dalla crisi non significa certo un punto in più del PIL, o un temporaneo buon andamento della Borsa, né tantomeno possiamo rifare l’errore di affidarci all’alta Finanza, che gioca con i soldi facili delle speculazioni.
Ciò che è mancato in questi anni è una politica seria per il lavoro: la produzione, lo sviluppo tecnologico e il progresso sociale, attraverso un miglioramento del tenore di vita delle classi subalterne ed in modo particolare un investimento serio sul lavoro dipendente, oltre che sulla piccola e media impresa, che di fronte alla crisi industriale, può ancora reggere il colpo, se solo legislazione e ricerca fossero a loro vantaggio. Continua a leggere…






