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	<title>Mulini a Vento</title>
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	<description>il blog di Stefania Calledda</description>
	<lastBuildDate>Fri, 27 Aug 2010 17:02:57 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Per la verità: i rischi reali del trattamento della CCSVI</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 13:40:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazioni di servizio]]></category>
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		<description><![CDATA[  Note personali: un medico dovrebbe informare i propri pazienti nella maniera più seria e scientifica possibile sui reali rischi di un intervento, che pur essendo mini invasivo, può comportare eventi avversi di vario genere. Un medico non può basarsi su fonti aneddotiche, chiacchiere o dicerie, spacciandole per verità incontrovertibili, terrorizzando i pazienti con lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="478" height="288" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/iet9xhWCgpA?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="478" height="288" src="http://www.youtube.com/v/iet9xhWCgpA?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object>
</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Note personali</strong>: un medico dovrebbe informare i propri pazienti nella maniera più seria e scientifica possibile sui reali rischi di un intervento, che pur essendo mini invasivo, può comportare eventi avversi di vario genere. Un medico non può basarsi su fonti aneddotiche, chiacchiere o dicerie, spacciandole per verità incontrovertibili, terrorizzando i pazienti con lo spauracchio della “morte per angioplastica”. Trovo persino <strong>imbarazzante</strong> che siano i pazienti ad essere costretti a fare una seria trattazione sui rischi reali del trattamento della CCSVI, mentre cresce il numero dei presunti morti smerciati dalla neurologia come deterrente al desiderio dei pazienti di essere trattati. E trovo altrettanto <strong>imbarazzante</strong> che coloro che ci dovrebbero tutelare dall’alto della loro competenza medico-scientifica, improvvisino impressionanti scalate sugli specchi  che mancano non solo del carattere scientifico, ma persino di quello logico. Dall’ottobre scorso ad oggi è <strong>imbarazzante</strong> riscontrare l’assoluta negazione, da parte di una certa classe medica, di uno studio ed approfondimento personale della questione, che ci costringe ad imbatterci in manifestazioni di crassa ignoranza ed incapacità di un moto di intelligenza e di umiltà. Per un paziente è disperatamente<strong> imbarazzante</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Fa sorridere tanta preoccupazione per le sorti dei pazienti con SM che rischiano la morte per leucemia, cancro, PML, oltre alla comparsa di numerose altre malattie dalla depressione all&#8217;epatite, per l&#8217;uso di farmaci sempre più potenti, ovvero sempre più devastanti per l&#8217;organismo. Un sorriso amaro che nasconde ovviamente il cinico sarcasmo di chi ha smesso di &#8220;credere alla befana&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Crediamo sia indispensabile che il trattamento della CCSVI avvenga in maniera controllata in appositi studi di trattamento che servano alla giusta evoluzione della pratica clinica della stessa CCSVI. Crediamo, come afferma anche il nostro progetto, che né la diagnosi, né l’intervento possa essere fatto adeguatamente da un sonologo o radiologo interventista qualsiasi, ma deve passare sempre, in questa fase primaria di studio, da un’adeguata preparazione specifica del sistema venoso profondo, in particolare della CCSVI. Spuntano come funghi radiologi che, per bocca dei pazienti e dei medici, hanno annesso nei loro curricula la dicitura <em>“anche più bravo di Galeotti”</em>, un po’ come per il doppler che tra le sue caratteristiche pare avere persino la nota <em>“anche meglio di quello dell’ESAOTE”</em>. Tutto ciò ha del ridicolo!</p>
<p style="text-align: justify;">Tentativi zoppicanti di trattamento accadono qua e là per il Paese, noi non vogliamo che questo pressapochismo diventi la regola a causa dell’ostruzionismo della neurologia: noi vogliamo che l’iter di trattamento affronti in maniera esaustiva la questione dei benefici e dei rischi, ma questo non può avvenire senza la pratica clinica, senza degli studi approfonditi su larghi campioni. Noi abbiamo chiesto uno studio, non di aprire una macelleria. S.C.<span id="more-630"></span></p>
<p style="text-align: center;"><br class="spacer_" /></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://docs.google.com/leaf?id=0Bz4tUkKwhbVGYjJjNWQ0NTAtNDZhOC00OWQ0LWI1ZmUtNzY0ZTQ3MDI0N2Rh&amp;hl=it&amp;pli=1" target="_blank"><span style="font-size: xx-large;"><strong>Rischi reali del trattamento </strong></span></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://docs.google.com/leaf?id=0Bz4tUkKwhbVGYjJjNWQ0NTAtNDZhOC00OWQ0LWI1ZmUtNzY0ZTQ3MDI0N2Rh&amp;hl=it&amp;pli=1" target="_blank"><span style="font-size: xx-large;"><strong>della CCSVI</strong></span></a></p>
<p style="text-align: justify;"><br class="spacer_" /></p>
<p style="text-align: justify;">Le informazioni a seguire ci vengono fornite dall’Associazione <strong>CCSVI Alliance</strong>, una nuova organizzazione per la CCSVI statunitense che vede all&#8217;interno del suo comitato scientifico figure di rilievo quali Mark Haacke, uno dei primi collaboratori del prof. Zamboni, nonché uno dei massimi esperti in tecniche di <em>neuroimaging</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><br class="spacer_" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>RISCHI DEL TRATTAMENTO</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una  diffusa disinformazione ha caratterizzato la discussione sui rischi del trattamento della CCSVI, spesso confondendo  e frustrando i pazienti, coloro che se ne prendono cura e persino alcuni medici professionisti.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;obiettivo di questa sezione di CCSVI Alliance non è quella di denigrare o di promuovere il trattamento della CCSVI. Noi speriamo di informare i pazienti, i loro cari e gli operatori sanitari, con informazioni che siano le più accurate disponibili. Noi riteniamo che la scelta di effettuare un trattamento possa essere compiuta al meglio attraverso un’informazione corretta svolta congiuntamente ai professionisti competenti e di fiducia del settore medico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CAPIRE I RISCHI DEL TRATTAMENTO</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Comprendere il rischio medico si rivela  spesso una sfida: frequentemente le informazioni sono scarse e potrebbe non esserci un modo chiaro per determinare come ogni rischio potenziale possa incidere su un individuo.</p>
<p style="text-align: justify;">Così può accadere che rischi estremamente rari si mischino a degli altri che, pur essendo minori, sono molto più comuni, il che porta a valutazioni scorrette.</p>
<p style="text-align: justify;">Il discorso del rischio si complica ulteriormente per i pazienti con SM, che sono già esposti ad una vasta gamma di altri rischi. Rischi legati ai farmaci comunemente prescritti includono:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>PML, morte, disfunzione epatica, disfunzione ghiandolare ecc.;</li>
<li>Efficacia marginale o limitata dei farmaci rispetto alla progressione della malattia.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><br class="spacer_" /></p>
<p style="text-align: justify;">Oltre a ciò, i pazienti devono tenere in considerazione il rischio di non fare nulla per impedire la progressione della propria malattia. A tale proposito, i medici spesso ritengono che si debba intervenire in modo aggressivo nelle fasi iniziali della malattia per minimizzare il <em>deficit</em> iniziale.</p>
<p style="text-align: justify;">In ultima analisi, la valutazione dei rischi è una decisione individuale. Per i pazienti con SM, alcune domande che si dovrebbero porre per valutare tali rischi potrebbero essere:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>Qual è il corrente decorso della mia malattia?</li>
<li>Quanto riesco a tollerare le terapie farmacologiche che mi vengono attualmente prescritte?</li>
<li>Conosco il rischio associato alle terapie che sto facendo attualmente?</li>
<li>Mi sento tranquillo rispetto a come viene gestita la mia malattia?</li>
<li>Quali sono i rischi noti del trattamento della CCSVI, e come tali rischi influiscono su di me?</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><br class="spacer_" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>TRATTAMENTO DI “LIBERAZIONE” – PANORAMICA DEI RISCHI</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Va osservato che la procedura endovascolare su cui si basa il trattamento della CCSVI è stata sperimentata nel 1970 ed è largamente utilizzata a partire dal 1990. Le procedure endovascolari sono minimamente invasive e sono considerate a basso rischio, salvo i casi in cui il paziente non ha altre condizioni aggravanti (ad esempio una patologia avanzata del cuore).</p>
<p style="text-align: justify;">Una trattazione esaustiva di tutti i rischi possibili associati a procedure endovascolari sarebbe inutile. Invece, in questa sezione ci si concentrerà sugli aspetti unicamente legati al trattamento per la CCSVI, facendo un’altra distinzione rispetto ad altri tipi di procedure endovascolari.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, esistono rischi più comuni che caratterizzano generalmente le procedure endovascolari e queste verranno evidenziate.</p>
<p style="text-align: justify;">I rischi del trattamento della CCSVI rientrano in tre categorie:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>rischi diagnostici pre-procedura;</li>
<li>rischi comuni a tutte le procedure endovascolari;</li>
<li>rischi unici del trattamento per la CCSVI.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><br class="spacer_" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>RISCHI DIAGNOSTICI PRE-PROCEDURA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le tecnologie di <em>imaging</em>,<em> </em>inizialmente utilizzate per determinare se una persona ha la CCSVI (MRV, Ecografia, Risonanza SWI) sono ben definite, non invasive, e portano il minimo rischio.</p>
<p style="text-align: justify;">Le tecnologie utilizzate durante la diagnosi di CCSVI sono utilizzate anche per la diagnosi di una grande varietà di altre patologie e, senza rischi, sono adoperate anche nella diagnosi di CCSVI. Quindi, noi forniremo solo un elenco di base dei rischi più comuni o le questioni legate a tali tecnologie:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>possibili reazioni al mezzo di contrasto;</li>
<li>possibili problemi di una scansione accurata nei pazienti con oggetti metallici all’interno del proprio corpo (es.pacemaker, chiodi, clips metalliche ecc.);</li>
<li>esposizione a raggi X.</li>
<li><strong> </strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">[L’ecografia tramite ECD non ha alcun rischio, mentre l’MRV è un esame sconsigliato dal prof. Zamboni, in quanto portatore di falsi sia negativi, sia positivi; ricordiamo che la CCSVI non è una sindrome che può essere diagnosticata soltanto attraverso un’analisi semplicemente anatomica, ma necessita di valutazione emodinamica]</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>RISCHI COMUNI A TUTTE LE PROCEDURE ENDOVASCOLARI</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sebbene le procedure endovascolari siano diventate di routine, esse hanno comunque una serie di rischi per il paziente. Questi rischi variano a seconda della salute della persona sottoposta al procedimento e alla specificità della procedura. I rischi più comuni includono:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Ecchimosi o emorragie nel punto in cui il catetere entra nella vena;</li>
<li>Allergia o altra reazione all&#8217;anestesia locale, coloranti di contrasto radiografico, stent di metallo, ecc.;</li>
<li>Infezione introdotte dal catetere o altri strumenti;</li>
<li>A breve termine (1-2 ore):</li>
</ul>
<ol style="text-align: justify;">
<li>vertigini post-procedura </li>
<li>mal di testa</li>
<li>Migrazione / slittamento dei dispositivi inseriti (es. stent)</li>
</ol>
<ul style="text-align: justify;">
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Coagulazione del sangue;</li>
<li>Puntura di una parete venosa;</li>
<li>Complicanze gravi, come il deterioramento dello stato neurologico improvviso, ictus, o morte (tutti casi rari, ma possibili).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><br class="spacer_" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">[Ricordiamo che l’equipe emiliana non utilizza stent e ne sconsiglia l’uso, almeno per ora.]</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">A seguito di una procedura endovascolare, il paziente è di solito sottoposto a terapia farmacologica, che comprende la somministrazione di agenti antiaggreganti o anti-coagulanti per prevenire la coagulazione del sangue. Nell’angioplastica con palloncino, il palloncino gonfiato può causare un trauma alla vena, ed esporre potenzialmente lo strato muscolare al sanguinamento, provocando la coagulazione. Con gli stent, la coagulazione può verificarsi quando il flusso di sangue viene interrotto dalle maglie dello stent.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli anticoagulanti prescritti dopo le procedure endovascolari sono lo standard del settore (Coumadin, eparina Arixtra, ecc).</p>
<p style="text-align: justify;">Gli anticoagulanti sono spesso indicati come &#8220;fluidificanti del sangue&#8221;, e va notato che tutti i fluidificanti del sangue possono potenzialmente causare complicazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Brevemente, i rischi più comuni associati ai fluidificanti del sangue sono:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Anormale sanguinamento o emorragia che resiste alla coagulazione;</li>
<li>Emorragia intestinale;</li>
<li>Lividi (l’ecchimosi si forma più facilmente nei casi in cui si utilizzano farmaci anti-coagulanti);</li>
<li>potenziale interferenza/interazione con gli steroidi (che vengono spesso prescritti durante le ricadute della SM).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><br class="spacer_" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>RISCHI SPECIFICI DEL TRATTAMENTO DELLA CCSVI</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il trattamento della CCSVI manifesta alcuni aspetti comuni della chirurgia endovascolare, ma introduce anche alcuni rischi specifici, tra cui:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Il trattamento della CCSVI è prevalentemente eseguito su pazienti con SM;</li>
<li>In alcuni casi, il trattamento della CCSVI adotta un uso non comune delle tecniche di angioplastica e di stenting.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;obiettivo del trattamento di Liberazione è quello di eliminare blocchi e stenosi nelle vene. Tuttavia, poiché, la CCSVI è fortemente associata con la SM, la maggior parte dei pazienti attualmente in trattamento per la CCSVI sono pazienti che hanno anche la SM. Non sorprende che non ci siano dati che dimostrino che i rischi di procedure endovascolari siano maggiori o minori in pazienti affetti da SM. Poiché i pazienti con SM presentano una grande varietà di condizioni di salute, da sostanzialmente sani a significativamente disabili, la salute del paziente avrà probabilmente un ruolo nel rischio complessivo. Al di là di questo, poiché  il trattamento della CCSVI è una procedura molto nuova, permangono molte incognite, sia per i pazienti con SM, sia per i pazienti che non hanno la SM. Fino a quando non saranno disponibili ulteriori informazioni, una piena comprensione di tutti i rischi del trattamento e dei risultati a lungo termine è impossibile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>RISCHI CONNESSI ALLO STENT NEL TRATTAMENTO DELLA CCSVI<br />
 </strong><br />
 Il trattamento della CCSVI impiega due dei più comuni tipi di procedure endovascolari: l’angioplastica (o PTA) e lo <em>stenting</em>. Tuttavia, nel trattamento della CCSVI, le posizioni del corpo che ricevono il palloncino o lo stent possono essere insoliti. Per i pazienti con SM e CCSVI, i tassi più elevati di stenosi si trovano nelle vene giugulari, seguite dalla vena azygos. Meno comuni, ma non infrequenti, sono le stenosi che si trovano anche nelle vene lombari, vertebrali, renali e cerebrali delle vene profonde. L’esecuzione e il posizionamento di stent nella giugulare superiore non è diffusa e comporta qualche rischio. Inoltre, vi sono pochi dati sugli esiti di <em>stenting</em> o angioplastica nelle vene vertebrali e lombari, così come la pervietà a lungo termine, in particolare per l&#8217;angioplastica, è in gran parte sconosciuta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I RISCHI ASSOCIATI ALL’ANGIOPLASTICA NEL TRATTAMENTO DELLA CCSVI<br />
 </strong><br />
 L&#8217;angioplastica è generalmente considerata la migliore opzione per il trattamento iniziale della CCSVI. Con angioplastica, non ci sono rischi specifici, in quanto nulla è lasciato dentro la vena.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, il trattamento con angioplastica si è dimostrato limitato, o addirittura inefficace, in alcune situazioni. Mentre l&#8217;efficacia di un trattamento non è generalmente considerata un rischio, le probabilità di restenosi dopo angioplastica sembrano sufficientemente elevate da dover essere tenute in considerazione. In particolare: relativamente alti tassi di restenosi sono stati misurati dopo il trattamento CCSVI tramite angioplastica con palloncino nelle vene giugulare (quasi il 50% in un study1). Così, mentre la procedura è relativamente sicura, angioplastica è associata ad un elevato rischio di restenosi in alcune vene (mentre il tasso di restenosi in IJVs era quasi del 50%, si è registrato solo il  4% per la vena azygos).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>RISCHI CONNESSI A STENTING VENOSO<br />
 </strong><br />
 Lo <em>stenting</em> venoso non è una nuova o estrema procedura, e viene comunemente utilizzata per curare una vasta gamma di condizioni mediche da quasi 20 anni. Gli esempi includono:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Il trattamento per la sindrome di Budd-Chiari, la sindrome May-Thurner, la sindrome di Paget-Schroetter et al.; </li>
<li>Il trattamento della trombosi venosa profonda (TVP) o la riparazione della vena dopo la dialisi; </li>
<li>La riparazione della vena dopo infortunio / incidente; </li>
<li>Di riparazione per congenite e / o di sviluppo ostruzioni venose. </li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Nonostante l’uso comune in Medicina, gli stent sono generalmente considerati più rischiosi dell’angioplastica per due motivi importanti:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Possibile movimento, o migrazione, dello stent dalla posizione di iniziale collocamento all&#8217;interno della vena </li>
<li>Le incertezze sulla durabilità a lungo termine degli stent attualmente utilizzati nel trattamento della CCSVI</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, mentre la possibilità di restenosi è generalmente molto più bassa per gli stent che per angioplastica, una restenosi può verificarsi anche dopo il posizionamento dello stent.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MIGRAZIONE DELLO STENT</strong></p>
<p>Gli stent sono tubi metallici a maglie larghe (a volte chiamata &#8220;scaffold&#8221;), prodotti da metalli in vari diametri e lunghezze. Gli stent sono collocati all&#8217;interno del vaso sanguigno allo scopo di sbloccare una stenosi o altre ostruzioni venose.</p>
<p>Poiché lo stent è un corpo estraneo inserito all&#8217;interno della vena, deve poi integrarsi con la vena stessa, ovvero &#8220;endotelializzarsi.&#8221; Fino a quando lo stent non si è stabilizzato nella vena, un processo che in genere dura 48 ore o meno, c&#8217;è qualche rischio che lo stent possa andare alla deriva o migrare dalla sua posizione iniziale.</p>
<p>Anche se raro, la migrazione dello stent è potenzialmente più pericolosa quando lo stent viene inserito nel sistema venoso (come con il trattamento della CCSVI), diversamente da quanto accade nel sistema arterioso. Nel sistema venoso, il sangue si muove verso il cuore, e il diametro dei vasi generalmente si amplia avvicinandosi al cuore. Così accade che uno stent migra liberamente, in particolare quello inizialmente posto in una posizione che ha un percorso abbastanza diretto verso il cuore (ad esempio, le vene giugulari), e può effettivamente viaggiare verso il basso e nelle cavità esterne del cuore. Tale migrazione potrebbe comportare la necessità di procedure d&#8217;urgenza per eliminare o riporre lo stent.</p>
<p>Allo stato attuale, il rischio di migrazione dello stent non può essere quantificato, in quanto non esiste lo studio quantitativo sul numero di stent venosi effettivamente posti e il numero di migrazioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PROGETTARE STENT PER LE VENE?</strong></p>
<p>Alcuni ricercatori della CCSVI, tra cui il dottor Zamboni e il Dr. Michael Dake, hanno suggerito che uno stent specificamente progettato per una vena potrebbe ridurre la migrazione dello stent.</p>
<p>Mentre la maggior parte degli stent attuali sono tubolari, i ricercatori della CCSVI hanno suggerito che uno stent affusolato sarebbe preferibile. Uno stent rastremato andrebbe ad aumentare sottilmente di diametro in una direzione, imitando in tal modo la forma della vena, che spesso aumentano di diametro verso il cuore. L’essere “a forma di vena” dello stent potrebbe far sì che meglio aderisca alle pareti delle vene durante il posizionamento, diminuendo così la probabilità di rischi di migrazione.</p>
<p>Mentre la necessità di uno stent affusolato sembra convincente, creare uno stent di questo tipo non è necessariamente semplice. Ad oggi nessun produttore di dispositivi ha formalmente annunciato l&#8217;intenzione di commercializzare un stent progettato per le vene.</p>
<p>Nei trattamenti della CCSVI alla Stanford University e presso il centro di ricerca del Dott. Simka in Polonia, sono stati posti circa 280 nella primavera del 2010. In Polonia, nessuno stent è migrato. A Stanford, uno stent è migrato e ha portato ad un intervento chirurgico a cuore aperto di emergenza per rimuoverlo.</p>
<p>Si noti, tuttavia, che una volta che lo stent è “endotelializzato”, la migrazione è estremamente improbabile, se pur possibile. Inoltre, il rischio di migrazione è diverso a seconda della vena in cui si trova lo stent. Per esempio, il prof. Zamboni ha utilizzato stent in due pazienti sottoposti al trattamento della CCSVI. Tuttavia, il prof. Zamboni ha scelto solo di inserire stent nel sistema azygos, poiché egli ritiene che i rischi di migrazione siano inferiori a quelli per gli stent collocati nelle vene giugulari. Tuttavia, altri chirurghi vascolari credono che con una preparazione adeguata, la tecnica di posizionamento e la selezione dello stent, i rischi di migrazione diventano insignificanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, questi medici ritengono che per contrastare il tasso vicino al 50% di restenosi dopo l’angioplastica nelle vene giugulari, lo <em>stenting</em> è un&#8217;opzione sicura ed efficace.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>[In questa fase degli studi, per il prof. Zamboni, lo stent è un rischio che non bisogna correre ed è necessario attuare interventi che siano i più conservativi possibile]</strong><br />
 </span></p>
<p><strong>DURABILITÀ DELLO STENT</strong></p>
<p>Al momento non ci sono  stent formalmente testatati e approvati dalla FDA per il trattamento della CCSVI. (Si noti, tuttavia, che estende l&#8217;uso dei dispositivi medici approvati dalla FDA per una funzione simile, ma non approvata &#8211; denominato uso &#8220;off-label&#8221; – che è correntemente adottata e legale)</p>
<p>Il rischio dell’uso off-label degli stent è che la maggior parte degli stent sono testati e approvati per le arterie, che sono sia funzionalmente e fisicamente diverse dalle vene. In particolare, i tipi di tessuto sono diversi: le arterie tendono ad essere rigide, mentre le vene sono più flessibili ed elastiche. Inoltre, le tensioni e le torsioni di alcune vene sono diverse da quelle che troviamo nella maggior parte delle arterie. L&#8217;effetto di tali differenze sulla longevità dello stent, tuttavia, è ignoto.</p>
<p>Inoltre, poiché lo stenting nella CCSVI è una nuova procedura, non vi è accordo nel mondo della ricerca su quali tipi di stent dovrebbero essere utilizzati e in quali punti. Molti degli stent sono stati progettati e previsti per 10 o più anni, ma ancora una volta, gli studi si rifanno in genere al posizionamento arterioso e non al collocamento venoso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LONGEVITÀ</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Indipendentemente dal tipo di stent e dal suo posizionamento, i pazienti devono aspettarsi che uno stent possa alla fine dare esito negativo. Mentre i tassi di insuccesso e di durata non si prevedono in modo affidabile &#8211; uno stent può durare molti anni o addirittura decenni – sottolineiamo che lo stent potrebbe eventualmente causare uno dei seguenti tipi di problemi:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Deformazione (instabilità, flessione) <strong> </strong></li>
<li>Frattura <strong> </strong></li>
<li>Corrosione <strong> </strong></li>
<li>Usura causata dallo sfregamento del metallo-su-metallo <strong> </strong></li>
<li>Erosione causata da un fluido che scorre attraverso lo stent <strong> </strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Quello che accadrà quando lo stent venoso verrà utilizzato nel trattamento della CCSVI non è noto. In genere, quando gli stent arteriosi falliscono, si verifica la restenosi. Poiché lo stent diventa rapidamente “endotelializzato”, e quindi è ben integrato nel corpo, è estremamente improbabile che frammenti dello stent o altre particelle viaggino liberamente nelle vene, come a volte è stato suggerito. Tuttavia, attualmente, non ci sono studi che documentino i risultati a lungo termine del fallimento dello stent nel trattamento della CCSVI.</p>
<p>In sintesi, la durabilità a lungo termine degli stent utilizzati nei test per la CCSVI è sconosciuta. Inoltre, la durabilità dello stent non può essere prevista perché:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Vengono utilizzati diversi tipi di stent;</li>
<li>Gli stent sono stati impiegati in luoghi non testati e perciò esposti a tipi sconosciuti di usura;</li>
<li>Le conseguenze del fallimento dello stent (nel trattamento della CCSVI) sono sconosciute, anche se le restenosi sono considerate il risultato più probabile. <strong> </strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>RESTENOSI</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Negli stent venosi, le restenosi in genere si verificano quando il tessuto cicatriziale cresce sotto, attraverso o attorno allo stent, bloccando il flusso sanguigno. (Si noti che mentre gli stent arteriosi possono creare restenosi a causa di una placca o altri tipi di calcificazione, questo non è considerato un grave problema per gli stent venosi). Dati per le restenosi da stent venoso, generalmente non sono ben documentati, in particolare in alcuni dei punti (vene vertebrali, vene lombari), rilevanti per il trattamento CCSVI. Va osservato, tuttavia, che le restenosi da stent dovrebbero essere significativamente inferiori rispetto alle restenosi dopo l’angioplastica, stent che può essere usato per trattare occlusioni particolarmente difficili che non sono sensibili all’angioplastica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CCSVI STENTING &#8211; EFFETTI COLLATERALI</strong></p>
<p>Gli effetti collaterali del trattamento con stent per la CCSVI non sono stati formalmente studiati, ma i dati disponibili suggeriscono che alcuni pazienti trattati ricevendo lo stent nella giugulare, hanno sperimentato il dolore temporaneo nei muscoli vicino al segmento di vena riparata (ad esempio il muscolo elevatore, che corre lungo il lato del collo). Ciò è probabilmente dovuto ad un effetto sul nervo craniale undicesimo, un nervo accessorio (il nervo accessorio serve il trapezio/area spalla). Quando la giugulare è dilatata con lo stent, il nervo può venirne a contatto. In tutti i casi noti, la lesione del nervo si placa, ma può essere dolente per diversi mesi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>SINTESI DEI RISCHI</strong></p>
<p>I rischi generali derivanti dal trattamento dei CCSVI includono:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Rischi associati alle comuni procedure endovascolari; </li>
<li>Rischio associato a farmaci anti-coagulazione; </li>
<li>Rischi connessi con la salute globale dei pazienti prima di una procedura. </li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><br class="spacer_" /></p>
<p style="text-align: justify;">I rischi più specifici per il trattamento della CCSVI includono:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Elevata incidenza di restenosi dopo angioplastica; </li>
<li>Migrazione dello stent; </li>
<li>Fallimento dello stent; </li>
<li>A breve termine, lesione del nervo, di solito intorno alla spalla. </li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, il trattamento della CCSVI non può essere ugualmente efficace per tutti i pazienti affetti da SM. Per ogni data persona, si ha una confluenza di fattori che possono limitare l&#8217;efficacia del trattamento, tra cui:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Tipi di stenosi che attualmente non possono essere trattate (ad esempio, agenesia, ipoplasia); </li>
<li>L&#8217;ostruzione venosa associata alla CCSVI può essere causata da diversi fattori. La riduzione può essere dovuta a malattie all&#8217;interno della parete della vena, al malfunzionamento della valvola, alla compressione della vena esternamente dalla struttura adiacente al di fuori della vena, ecc.; </li>
<li>È probabile che l&#8217;efficacia relativa ai trattamenti endovascolari per la CCSVI varierà a seconda della causa di fondo; </li>
<li>Stenosi in luoghi che non possono essere raggiunti attraverso procedure endovascolari (ad esempio alcune vene vertebrali o alcune vene profonde cerebrali); </li>
<li>Restenosi ripetuta di segmenti di vena già trattata; </li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Infine, nella valutazione del rischio nel trattamento della CCSVI, i pazienti e gli operatori sanitari devono essere consapevoli anche della vasta gamma di rischi derivanti dai farmaci attualmente disponibili per trattare la malattia:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>PML, morte, disfunzione epatica, disfunzione ghiandolare, ecc.;</li>
<li>L&#8217;efficacia marginale o limitata di farmaci correnti, rispetto alla progressione della SM;</li>
<li>Il rischio di non fare nulla (non tentare nulla di nuovo) per inibire la progressione della sclerosi multipla; rischio di ricaduta. </li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><br class="spacer_" /></p>
<p style="text-align: justify;"><br class="spacer_" /></p>
<p style="text-align: justify;"><br class="spacer_" /></p>
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		<title>Sotto la cenere</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 15:03:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri sparsi]]></category>
		<category><![CDATA[CCSVI]]></category>
		<category><![CDATA[LASM]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento CCSVI Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[SASM]]></category>
		<category><![CDATA[Sclerosi Multipla]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissimi sostenitori, oggi voglio lanciare un appello all’unità che ha contraddistinto il gruppo sardo sin dalla sua nascita. Non vi tragga in inganno la presenza di più simboli appartenenti a gruppi distinti, si tratta di semplici formalità, perché la realtà, di fatto, della battaglia per il riconoscimento della CCSVI come realtà effettiva nel mondo della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_626" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://muliniavento.stefaniacalledda.it/wp-content/uploads/2010/08/100_0394.jpg"><img class="size-medium wp-image-626" title="100_0394" src="http://muliniavento.stefaniacalledda.it/wp-content/uploads/2010/08/100_0394-300x225.jpg" alt="Sassari, 24 aprile 2010" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Sassari, 24 aprile 2010</p></div>
<p>Carissimi sostenitori,</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p style="text-align: justify;">oggi voglio lanciare un appello all’unità che ha contraddistinto il gruppo sardo sin dalla sua nascita.</p>
<p style="text-align: justify;">Non vi tragga in inganno la presenza di più simboli appartenenti a gruppi distinti, si tratta di semplici formalità, perché la realtà, di fatto, della battaglia per il riconoscimento della CCSVI come realtà effettiva nel mondo della Medicina, anche in quella sarda, vede un’unione d’intenti che travalica l’appartenenza a quella o quell’altra associazione, e ci lega indissolubilmente verso il raggiungimento dell’obiettivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Al contempo, la scelta di non creare l’ennesima associazione nasce da una necessità storica e contingente: da una parte infatti, la Sardegna consta del più alto numero di ONLUS rispetto al proprio numero di abitanti, associazioni di vario genere che finiscono per disgregare una popolazione esigua, piuttosto che lavorare per il bene comune dei sardi; dall’altra la specificità sarda, che ci pone sempre in un frangente di necessità di autonomia ed indipendenza dal resto della nazione, il rifiuto di un’esperienza pregressa che ha visto le associazioni sarde subire, più che esserne partecipi, l’imporsi di realtà associative lontane dai bisogni territoriali, impone l’affermarsi di una oggettiva particolarità.</p>
<p style="text-align: justify;">Per tutti questi motivi la Sardegna bisogna di un ruolo autonomo, che nulla toglie al nostro allineamento con l’associazione nazionale CCSVI nella SM, con la quale abbiamo continui rapporti e presto ci sarà un incontro nell’isola, proprio per cementare il legame: devo dunque ringraziare il Presidente Francesco Tabacco che non ha mai mancato di riconoscerci come i principali e finora gli unici interlocutori sull’isola, e parlo della SASM e dei suoi alleati sardi, della questione CCSVI.</p>
<p style="text-align: justify;">Allo stesso tempo questo gruppo, LASM, SASM e Movimento sardo, mantiene legami di alleanza con Smuovilavita di Vicenza, ed Abbraccio ONLUS, del Piemonte. Ogni passo è fatto nel rispetto di una grande mobilitazione che non si ferma con il mare, ma raggiunge mete lontane e io stessa ho piacere di confrontarmi con gli amici canadesi, statunitensi ecc. I nostri punti di riferimento restano i membri del team emiliano con i quali abbiamo stretto un vincolo, con la loro venuta a Sassari, non solo d’appoggio strategico, ma di affetto e stima reciproca.</p>
<p style="text-align: justify;">Per tutti questi motivi, la Sardegna non è sola, né tantomeno si può pensare che la nostra azione non segua gli itinerari nazionali, piuttosto ci si muove insieme e si lavora pensando in maniera trasversale a tutte le regioni, dico di più, seguiamo traiettorie globali.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed allora, lo scopo è vicino e purtroppo i mesi che passano inesorabilmente ci gettano nello sconforto. Non è così, molte sono le cose che covano sotto la cenere, anche quando il fuoco sembra spento. Verrà il tempo, non lontanissimo, che questo fuoco verrà riattizzato e chiederemo il conto a chi ha tentato di spegnerlo. Coraggio!</p>
<p style="text-align: right;">Stefania Calledda</p>
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		<title>La libertà individuale non può essere anteposta al bene collettivo</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Aug 2010 07:35:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri sparsi]]></category>
		<category><![CDATA[CCSVI]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento CCSVI Sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni comunicazione relativa a centri per la diagnosi e la cura della CCSVI &#232; rimandata ad ulteriori chiarimenti della Fondazione Hilarescere. Le troppe figure sospette, che &#34;spiano&#34; e mettono zizzania, o ancora fanno cattiva informazione nelle nostre pagine ci portano alla conclusione che &#232; bene dare a questo Movimento una disciplina d&#39;azione e di metodo: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: times new roman,times,serif;">Ogni comunicazione relativa a centri per la diagnosi e la cura della CCSVI &egrave; rimandata ad ulteriori chiarimenti della Fondazione Hilarescere.</p>
<p>	Le troppe figure sospette, che &quot;spiano&quot; e mettono zizzania, o ancora fanno cattiva informazione nelle nostre pagine ci portano alla conclusione che &egrave; bene dare a questo Movimento una disciplina d&#39;azione e di metodo: nessuna azione verr&agrave; pi&ugrave; condotta senza previamente consultare le figure pi&ugrave; importanti della CCSVI, ovvero la Fondazione Hilarescere e il team emiliano.</p>
<p>	Ad oggi, &egrave; difficile doverlo dire e chiedervi ancora pazienza, si ha bisogno di tempo perch&eacute; la Medicina sia pronta a lavorare sulla CCSVI in piena sicurezza e serenit&agrave;. Questo Movimento ha scelto un atto di lealt&agrave; incondizionata ai &quot;<em>tre moschettieri della CCSVI&quot;</em>, chi non &egrave; d&#39;accordo pu&ograve; lasciare questo gruppo, ma non possiamo farci guidare da ogni vento.<br />
	La libert&agrave; di procedere per linee traverse a interventi dalla metodica discutibile, non pu&ograve; compromettere la salute delle persone: in primis di chi si sottopone a tali interventi, in secondo luogo rischia di creare ulteriori problemi nel giusto iter delle cose, magari bloccando o procrastinando il bene di tutti, solo per anteporre l&#39;egoistico desiderio personale.<br />
	La libert&agrave; individuale non pu&ograve; essere anteposta al bene collettivo.</span></span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: times new roman,times,serif;"></p>
<p>	I portavoce del Movimento CCSVI Sardegna<br />
	Stefania Calledda, Matteo Pisanu</span></span></div>
]]></content:encoded>
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		<title>Nuove dal mondo della CCSVI</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Aug 2010 09:23:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[CCSVI]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza medica]]></category>
		<category><![CDATA[Sclerosi Multipla]]></category>

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		<description><![CDATA[Immagini dal Simposio di NewYork: il dott. Sclafani ha confessato al nostro dott. Salvi &#34;non mi sono mai sentito medico come adesso&#34; Le regioni che hanno gi&#224; intrapreso sperimentazioni sulla CCSVI o stanno per intraprenderle sono: Emilia-Romagna, Campania, Marche, Veneto, Piemonte e Lazio. Dalla Regione Lazio Dalla Regione Veneto &#160; Da la Nuova Ferrara: &#34;Ambulatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Immagini dal <strong><a href="http://s112.photobucket.com/albums/n167/girlgeek33/CCSVI%20Symposium/" target="_blank">Simposio di NewYork</a></strong>: il dott. Sclafani ha confessato al nostro dott. Salvi <em>&quot;non mi sono mai sentito medico come adesso&quot;<br />
	</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><br />
	</em></p>
<p style="text-align: justify;">Le regioni che hanno gi&agrave; intrapreso sperimentazioni sulla CCSVI o stanno per intraprenderle sono: Emilia-Romagna, Campania, Marche, Veneto, Piemonte e Lazio.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla Regione <strong><a href="http://www.ccsvi-sm.org/?q=node%2F300" target="_blank">Lazio</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dalla Regione <strong><a href="http://www.smuovilavita.it/A-Vicenza-e-in-corso-la-sperimentazione" target="_blank">Veneto</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Da <em>la Nuova Ferrara</em>:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://ricerca.gelocal.it/lanuovaferrara/archivio/lanuovaferrara/2010/08/07/UC1PO_UC103.html" target="_blank">&quot;Ambulatori pronti, si parte entro ottobre&quot;<br />
	</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://ricerca.gelocal.it/lanuovaferrara/archivio/lanuovaferrara/2010/08/07/UC1PO_UC104.html" target="_blank">Le attivit&agrave; all&#39;estero<br />
	</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://ricerca.gelocal.it/lanuovaferrara/archivio/lanuovaferrara/2010/08/07/UC1PO_UC101.html" target="_blank">&quot;Sono ammalato di sclerosi multipla mi offro volontario per lo studio&quot;<br />
	</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://ricerca.gelocal.it/lanuovaferrara/archivio/lanuovaferrara/2010/08/07/UA1PO_UA101.html" target="_blank">&quot;Pronto per la sperimentazione&quot;<br />
	</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Altre informazioni:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="ccsvi-sm.org/?q=node%2F16" target="_blank">Diagnosi e trattamento della CCSVI<br />
	</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Consigli pratici:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.electroherbalism.com/Naturopathy/Therapies/MiscTherapies/Inclined_bed_therapy.html">Inclined Bed Therapy<br />
	</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h1 style="text-align: center;"><strong>VI SEPPELLIREMO DI DIAGNOSI!<br />
	</strong></h1>
<p style="text-align: justify;">Chiedo cortesemente alle persone gi&agrave; in possesso di diagnosi di recarsi nei centri dove vengono abitualmente seguiti con diagnosi alla mano: le centinaia di persone che in Italia hanno gi&agrave; usufruito dell&#39;attivit&agrave; di diagnostica e che nella loro totalit&agrave; dimostrano avere la CCSVI vadano dai loro terapeuti e facciano pressione affinch&eacute; la Medicina risponda per il dovere di presa in carico del paziente: curarci &egrave; un dovere! Non &egrave; pi&ugrave; accettabile sottrarsi a questo dovere.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Appunti gramsciani (5)</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Aug 2010 16:13:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti gramsciani]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Gramsci]]></category>
		<category><![CDATA[Brigata "Sassari"]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Questione sarda]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#34;I contadini e gli operai sardi della &#8216;brigata Sassari&#8217; sono sottoposti ad una disciplina di ferro. Della brigata si &#232; voluto fare un corpo puramente sardo, da tenere immune da ogni &#8216;contagio&#8217; di idee e di atteggiamenti politici. Non si &#232; svolta per la brigata quell&#8217;opera di istruzione elementare che si &#232; svolta per gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>&quot;I contadini e gli operai sardi della &lsquo;brigata Sassari&rsquo; sono sottoposti ad una disciplina di ferro. Della brigata si &egrave; voluto fare un corpo puramente sardo, da tenere immune da ogni <strong>&lsquo;contagio&rsquo; </strong>di idee e di atteggiamenti politici. Non si &egrave; svolta per la brigata quell&rsquo;opera di istruzione elementare che si &egrave; svolta per gli altri corpi, quantunque i soldati, sbalzati dalla loro isola fin sul Carso e le nevi alpine, e posti accanto a forme di vita tanto diverse da quelle delle loro terre, fortemente sentissero il desiderio di leggere, di comprendere, e volessero imparare a scrivere, per poter, senza bisogno di intermediari, esprimere ai loro parenti lontani tutta la melanconia e la nostalgia del loro animo. Anche dopo l&rsquo;armistizio, i soldati sardi continuano ad essere &lsquo;in guerra&rsquo;: marce forzate, duri servizi comandati e i ferri per ogni piccola infrazione. <u>I signorotti sardi che, nei paesi e nelle citt&agrave; dell&rsquo;isola, tengono il forte e intelligente contadino in conto di una bestia alla quale non si misurano i calci e le randellate mentre si misura il cibo frugale; i tristi signori che hanno diviso l&rsquo;isola di Sardegna in tanti piccoli feudi fuori della legge e tormentano e sfruttano i contadini con ogni arte turpe e infame, aiutati da prefetti, da sottoprefetti, da pretori, da marescialli dei carabinieri; diventati ufficiali, continuano la loro attivit&agrave;.</u> <strong>Il contadino sardo deve rimanere il &lsquo;molente&rsquo; (asino), sulla groppa del quale il signore va a spasso.</strong> Il contadino sardo non &egrave; neppure uomo, per questi discendenti dei conquistatori aragonesi e pisani e continentali italiani (la borghesia sarda non &egrave; d&rsquo;origine sarda , ma importata dalle varie epoche della storia). Un ufficiale non ebbe ritegno di pubblicare nel 1906 che egli compiangeva le donne sarde destinate a diventare mogli dei bruti contadini&rdquo;</em></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">A. Gramsci,<i style=""> Scritti sulla Sardegna</i>, antologia a cura di Guido Melis, Ilisso, Nuoro, 2008, pag. 80. Cfr. A. Gramsci, <i style="">La Sardegna e il socialismo, ai compagni proletari sardi</i>, in <i style="">Avanti!</i> (ed piem.), 13 luglio 1919.</p>
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		<title>CCSVI su Videolina</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 13:16:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[CCSVI]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[LASM]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento CCSVI Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[SASM]]></category>
		<category><![CDATA[Sclerosi Multipla]]></category>
		<category><![CDATA[Video-informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Videolina]]></category>

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		<description><![CDATA[Servizio di Franco Ferrandu. Intervengono: Stefania Calledda (Movimento CCSVI Sardegna), pres. Tomaso Marchio (Sa.S.M. Onlus), Loredana Cossu (testimonianza). Le immagini sono girate nella sede della Sa.S.M.. &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Servizio di Franco Ferrandu. Intervengono: Stefania Calledda (Movimento CCSVI Sardegna), pres. Tomaso Marchio (Sa.S.M. Onlus), Loredana Cossu (testimonianza). Le immagini sono girate nella sede della Sa.S.M..</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><object height="385" width="480"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/GZiPAUR5jxI&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" height="385" src="http://www.youtube.com/v/GZiPAUR5jxI&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" width="480"></embed></object></p>
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		<item>
		<title>Lettera aperta ai sostenitori del Movimento CCSVI Sardegna</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 17:48:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri sparsi]]></category>
		<category><![CDATA[CCSVI]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento CCSVI Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Sclerosi Multipla]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo periodo, i cosiddetti &#8220;viaggi della speranza&#8221; hanno subito un&#8217;accelerazione, intensificandosi verso le pi&#249; svariate mete. A questo si sono aggiunte localit&#224; italiane dove l&#8217;unica possibilit&#224; di approccio diagnostico e terapeutico della CCSVI, si esplica nel regime della libera professione e dell&#8217;intramoenia. Sono stata direttamente attaccata, e con me gli altri membri del movimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">In questo periodo, i cosiddetti &ldquo;viaggi della speranza&rdquo; hanno subito un&rsquo;accelerazione, intensificandosi verso le pi&ugrave; svariate mete. A questo si sono aggiunte localit&agrave; italiane dove l&rsquo;unica possibilit&agrave; di approccio diagnostico e terapeutico della CCSVI, si esplica nel regime della libera professione e dell&rsquo;intramoenia.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Sono stata direttamente attaccata, e con me gli altri membri del movimento sardo, a cui si unisce nella stessa linea d&rsquo;azione la SASM ONLUS e la LASM ONLUS, per aver sempre preso le distanze dalla tratta dei malati, costretti a questo &ldquo;turismo sanitario&rdquo;, e per aver sempre rivendicato la priorit&agrave; del servizio sanitario pubblico su quello privato.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Poich&eacute; &egrave; nella mia indole, nonch&eacute; etica individuale, la coerenza e l&rsquo;intransigenza su alcuni temi fondamentali, come il diritto alla salute che &egrave; tale per tutti e non solo per chi se lo pu&ograve; permettere, la mia posizione resta la medesima e su questo punto cardine, che trova la condivisione del team emiliano, gi&agrave; ampiamente rivendicato dal dott. Salvi, l&rsquo;intera mobilitazione sarda &egrave; assolutamente sulla stessa linea:</p>
<p class="MsoListParagraphCxSpFirst" style="text-indent: -18pt; text-align: justify;"><!--[if !supportLists]--><span style="font-family: Symbol;"><span style="">&middot;<span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></span><!--[endif]--><u>La via pi&ugrave; veloce di dispendiosi viaggi all&rsquo;estero non &egrave; anche la pi&ugrave; giusta</u>, nella considerazione che l&rsquo;intervento pu&ograve; non dare una soluzione definitiva, anzi, allo stato attuale della ricerca questo &egrave; molto, molto probabile, e mi riferisco all&rsquo;alta percentuale di restenosi e al fatto che attualmente non si conosce il numero di volte per il quale &egrave; possibile &ldquo;giocarsi questa carta&rdquo;, oltre al necessario perseguimento di linee di condotta post operatorie che il paziente, per migliorare i benefici stessi dell&rsquo;angioplastica, deve tenere, per cui la gestione delle due malattie dovrebbe essere simbiotica, cosa che sarebbe auspicabile se la neurologia vedesse oltre il proprio naso.</p>
<p class="MsoListParagraphCxSpLast" style="text-indent: -18pt; text-align: justify;"><!--[if !supportLists]--><span style="font-family: Symbol;"><span style="">&middot;<span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></span><!--[endif]--><u>L&rsquo;utilizzo di regimi diversi da quello del servizio pubblico &egrave; da considerarsi non la norma, ma l&rsquo;extrema ratio, </u>considerata la totale incapacit&agrave; delle istituzioni ad accogliere, con una solerte azione di perseguimento della salute pubblica, la CCSVI ed il suo trattamento come normale iter clinico. Sar&agrave; anche nostra premura avviare dei processi in questo senso, cio&egrave; nel campo della libera professione, ma il nostro fine sar&agrave; sempre e comunque quello di fare in modo che sia il servizio pubblico a prendersi la responsabilit&agrave; di dover dare risposte agli ammalati. Questa non &egrave; una responsabilit&agrave; delle ONLUS, tanto meno dei privati.</p>
<p class="MsoListParagraphCxSpLast" style="text-indent: -18pt;"><span id="more-577"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Comprendiamo perfettamente coloro che scelgono di partire, del resto <em>&ldquo;Time is brain&rdquo;</em>, le persone con SM non hanno tempo da perdere, ma non possiamo avallare tentativi speculativi o servizi offerti in base alla disponibilit&agrave; economica del singolo che esclude automaticamente una parte dei malati con una pesante discriminazione.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Personalmente posso anche permettermi di farmi &ldquo;liberare&rdquo; in qualsiasi angolo della terra, ma l&rsquo;aspetto dell&rsquo;angioplastica dilatativa &egrave; solo uno dei lati del prisma, e semplificare la complessit&agrave; delle due patologie e delle interconnessioni fra esse, sarebbe francamente deleterio per la mia stessa salute, valutata nel lungo periodo. Un approccio organico e sistematico richiede invece un rapporto duraturo e costante con i terapeuti (siano essi sonologi, neurologi ecc.), in attesa davvero che gli operatori della Medicina imparino a non ragionare pi&ugrave; a compartimenti stagni ed assimilino la necessit&agrave; della multidisciplinariet&agrave;: in questo senso, la CCSVI &egrave; una grande occasione che l&rsquo;intelligenza del medico deve saper cogliere. <span style="">&nbsp;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt;"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: right;">Stefania Calledda, affetta da SM e CCSVI</p>
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		<title>L&#8217;incendio</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 17:13:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri sparsi]]></category>
		<category><![CDATA[CCSVI]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento CCSVI Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Sclerosi Multipla]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualcuno ha paragonato la scoperta di Zamboni a dei segnali di fumo che noi, poveri pazienti disperati, abbiamo creduto essere un incendio. Ebbene, a me pare che il fumo ci &#232; stato gettato negli occhi per troppi anni e allora s&#236;, siamo stati davvero creduloni quando ci raccontavano che la sclerosi multipla fosse una malattia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Qualcuno ha paragonato la scoperta di Zamboni a dei segnali di fumo che noi, poveri pazienti disperati, abbiamo creduto essere un incendio.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Ebbene, a me pare che il fumo ci &egrave; stato gettato negli occhi per troppi anni e allora s&igrave;, siamo stati davvero creduloni quando ci raccontavano che la sclerosi multipla fosse una malattia autoimmune, mentre scientificamente non ve n&rsquo;era prova, o quando ci si terrorizzava negli ambulatori e si piegava la nostra vita a terapie che oggi studi indipendenti dimostrano essere totalmente inefficaci sotto il profilo della progressione della malattia, oltre che devastanti per l&rsquo;organismo nel suo complesso.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">L&rsquo;incendio &egrave; scoppiato ed invade ogni angolo della terra, ad ogni latitudine, in paesi che parlano lingue diverse, e mentre i detrattori continuano a cercare di spegnerlo con i secchielli da spiaggia, l&rsquo;incendio &egrave; entrato in quegli stessi ambulatori e per quanto voi li vogliate ignorare, presto ne sarete travolti.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Migliaia di persone nel mondo sono gi&agrave; state trattate, altre migliaia attendono il loro turno ed ogni giorno, mentre fate finta di niente, con le vostre ricette fallimentari, dietro quelle scrivanie d&rsquo;impotenza e sottomissione allo status quo, quella mediocrit&agrave; vestita di supponenza, centinaia di persone ci comunicano nella loro totalit&agrave; <strong><em>&ldquo;anche io ho la CCSVI&rdquo;</em></strong>. Verranno nei vostri Centri e rideranno di voi che gliel&rsquo;avete impedito fino al giorno prima, e sghignazzeranno mentre registrerete i loro miglioramenti all&rsquo;insaputa della loro liberazione. Rideremo di voi.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Questo &egrave; un incendio perenne, alimentato da milioni di soffi di speranza e dal maestrale della Ricerca libera e della Medicina internazionale pi&ugrave; lungimirante. A voi rester&agrave; di contare per quanti mesi ancora potrete procrastinare la sconfitta.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">L&rsquo;incendio &egrave; ormai divampato e vi travolger&agrave;.</p>
<p class="MsoNormal"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: right;">S.C.</p>
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		<title>Prove di dialogo</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 10:29:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione CCSVI nella SM]]></category>
		<category><![CDATA[CCSVI]]></category>
		<category><![CDATA[Sclerosi Multipla]]></category>

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		<description><![CDATA[Invito alla lettura della lettera inviata dal nostro presidente nazionale Francesco Tabacco per l&#39;associazione CCSVI nella SM, al nuovo presidente dell&#39;AISM, Agostino D&#39;Ercole. Prego di cliccare QUI]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Invito alla lettura della lettera inviata dal nostro presidente nazionale Francesco Tabacco per l&#39;associazione CCSVI nella SM, al nuovo presidente dell&#39;AISM, Agostino D&#39;Ercole.</p>
<p style="text-align: justify;">
	Prego di cliccare <a href="http://docs.google.com/leaf?id=0B9zDueBm-7lFZTJkOWUzYTQtZTM3Yi00ZTc5LTg2OGQtOGFkMGI2ZmQ2NDAw&amp;hl=en&amp;pli=1" target="_blank"><strong>QUI</strong></a></p>
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		<title>Ultima intervista al prof. Zamboni</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 13:45:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[CCSVI]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mass-Media]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
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		<category><![CDATA[Video-informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Approfondimento sulla CCSVI andato in onda gioved&#236; 8 luglio 2010 all&#39;interno del programma SALUTE &#38; SANITA&#39;- TV.IT su Telestense. In studio ospite il Prof. Paolo Zamboni invitato a parlare della CCSVI e relativo percorso di ricerca che si sta affrontando. Parte 1 &#160; Parte 2 &#34;Se questa ricerca avr&#224; successo (&#8230;) avremo la possibilit&#224; di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Approfondimento sulla CCSVI andato in onda gioved&igrave; 8 luglio 2010 all&#39;interno del programma SALUTE &amp; SANITA&#39;- TV.IT su Telestense. In studio ospite il Prof. Paolo Zamboni invitato a parlare della CCSVI e relativo percorso di ricerca che si sta affrontando.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Parte 1</p>
<p><object height="385" width="480"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/N6GF8zlmMdc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" height="385" src="http://www.youtube.com/v/N6GF8zlmMdc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" width="480"></embed></object></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Parte 2</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&quot;Se questa ricerca avr&agrave; successo (&#8230;) avremo la possibilit&agrave; di raggiungere milioni di ammalati nel mondo, se io avessi accettato un contratto privato forse avrei raggiunto dieci mila persone nel mondo, e poi con un criterio totalmente di censo e senza dare nessuna prova scientifica del valore della scoperta, della ricerca stessa&quot;&nbsp; </em>prof. P. Zamboni</p>
<p><object height="385" width="480"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/jyrlbXx9ySQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" height="385" src="http://www.youtube.com/v/jyrlbXx9ySQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" width="480"></embed></object></p>
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